Ergonomia e sicurezza dei Mobili studio in casa

Enrico Gianni


Sicurezza fa rima con ergonomia quando si parla di mobili per l'arredo dello studio in casa. Perché le posture corrette tutelano la salute di chi lavora come libero professionista tra le mura domestiche.

E freelancer e giovani imprenditori sono sempre più esigenti nel richiedere soluzioni integrate tra funzionalità, design e massimo comfort nello studio casalingo.

Ecco il vademecum per l'architetto impegnato nella progettazione dell'angolo ufficio in casa.

Mobili studio in casa: active sitting, tavoli sit-stand e altezze a prova di sicurezza

Il problema principale di chi lavora da casa è passare la maggior parte del tempo seduto. Il tempo di permanenza sulla sedia è superiore anche rispetto a quello trascorso dai colleghi in ufficio, che in ogni caso possono contare sui tragitti casa-lavoro (se possibile da sfruttare a piedi o in bicicletta) o comunque sulle pause pranzo per prendere una boccata d'aria e sgranchire le gambe. 

La  prima lamentela che quindi l'architetto si sentirà rivolgere dal suo potenziale cliente riguarda il mal di schiena ormai imperante, il torcicollo, le gambe gonfie e pesanti.

In effetti l'ergonomia degli elementi di arredo svolge un ruolo fondamentale nell'aiutare i muscoli del corpo e la schiena a mantenere una corretta postura durante le ore di lavoro. Utilizzando sedie e scrivanie adatte, l'ossigenazione dell'organismo migliora, la concentrazione aumenta e ci si affatica più lentamente.

Insomma una vera e propria filosofia progettuale che deve la luce alla Scandinavia (pioniera nel campo) ma che ormai dilaga in molti altri Paesi del nord Europa.

La conseguenza? Il potenziale cliente, informato e consapevole,  vorrà subito dare un'occhiata ad un intero catalogo di soluzioni innovative in materia di mobili per lo studio di casa!

Ecco qui di seguito le proposte ergonomiche più in linea con le nuove esigenze di chi lavora in casa.

Sedia scrivania

Uno dei primi elementi di arredo (e di forte design!) a cui pensiamo quando si tratta di arredare uno studio, è la seduta. Questo perché la "sedia" è da sempre presente nell'immaginario collettivo, sia per lavorare che per studiare, per mangiare o stare al locale con gli amici, per guidare o stare sul divano di casa a guardare la serie TV preferita (o al cinema, l'ultimo film in uscita).

Stare seduti -potremmo affermare- rappresenta la posizione  più naturale e confortevole per l'uomo, avendo come alternative quella in piedi o supina/prona. 

Trascorrere però la maggior parte delle nostre giornate (e della nostra vita) seduti, si collega a diverse conseguenze, soprattutto dal punto di vista fisico, come il mal di schiena ad esempio, il mal di testa, le tensioni alle spalle e il torcicollo.

La soluzione esiste e si chiama Active Sitting: già nel 1979, Peter Opsvik proponeva la sua Variable Balans, una sedia con appoggio per le ginocchia. Questo maestro dell'ergonomia legata all'interior design è ancora oggi il simbolo di questo metodo progettuale della seduta "attiva".

Attivo contro passivo: poltrone e sedie che consentono di assumere posizioni diverse, ispirate al principio secondo il quale "la posizione migliore di cui il corpo necessita è sempre quella successiva" ossia quella che il corpo assume se è libero di farlo. Una seduta ergonomica, che si muove con noi, permette di passare da una condizione statica ad una dinamica e quindi di agevolare il corpo nel raggiungere il massimo comfort possibile, con muscoli meno tesi e più attivi.

Scrivania per studio

I tavoli e le scrivanie Sit-Stand sono un'invenzione più recente rispetto alle active sitting ma la loro evoluzione è stata così preponderante e pervasiva che sembra ormai  facciano parte della nostra vita personale e professionale da sempre.

Si tratta dell'ultima frontiera della tecnologia in fatto di tavoli e scrivanie per l'ufficio: piani di lavoro intelligenti, che si abbassano o si alzano, a seconda delle esigenze. Dopo aver già trascorso del tempo seduti, è possibile cambiare  e ritrovarsi  in posizione eretta senza interrompere l'attività lavorativa.  

La regolazione in altezza del piano di lavoro può avvenire sia in maniera meccanica che elettrica oppure con l'ausilio di pompe a gas; in ogni caso, si tratta di soluzioni pratiche e performanti, adatte tutte a sollevare qualsiasi tipo di peso (come quello dei pc ad esempio).

Una variante evoluta alla staticità del lavoro da ufficio, che migliora il benessere corporeo, la circolazione del sangue e anche la predisposizione psicologica a trascorrere tante ore davanti ad un computer.

Libreria per studio

Oltre alle librerie, anche le mensole giocano un ruolo fondamentale alle pareti dello studio di casa: l'altezza a cui fissare ogni componente va studiata in anticipo. Un spazio ben organizzato e a misura d'uomo rende le operazioni quotidiane più agevoli e veloci, senza obbligare il corpo a sforzi fisici o mosse azzardate (e potenzialmente pericolose).

I piani di appoggio a parete vanno sistemati rispettando alcuni criteri di base:

  • funzionalità
  • ottimizzazione dello spazio
  • coerenza logistica

È il primo passo per consentire all'ergonomia di sviluppare a pieno il proprio potenziale e di metterlo al servizio dell'attività lavorativa ( dell'esistenza e della salute) dell'uomo.

L'ergonomia è una scienza che si occupa di progettare al meglio un oggetto affinché funzioni nel modo più corretto possibile. L'accento posto è sulla interazione fra le nuove tecnologie e gli individui che ne usufruiscono in un dato contesto ovvero tra le funzioni da assolvere ( e per le quali gli oggetti vengono progettati) e il sistema circostante.

L'ergonomia applicata all'interior design progetta elementi d'arredo che rispondono a requisiti di estetica e praticità ma non solo: devono soddisfare le esigenze fisiologiche di una postura corretta. Assicurare benessere al corpo significa dotarlo della possibilità di movimento anche se la mente è concentrata in una determinata attività. 

I rischi altrimenti sono molteplici: si va dai classici "disturbi fisici da computer" allo stress e alla stanchezza cronica. 

L'architetto provvederà a soddisfare le esigenze del libero professionista-committente, proponendo soluzioni innovative, ottimizzazione e insonorizzazione degli spazi di lavoro e mobili da studio ergonomici per raggiungere il massimo del comfort anche nel lavoro in casa.

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