Insonorizzazione dello spazio: le pareti mobili per l’ufficio

01.01.2018

Se l’esigenza principale del cliente è l’insonorizzazione dello spazio, significa che in automatico rinuncerà all’open space? Non è detto. In realtà grazie alle pareti mobili per ufficio (e altre soluzioni che proponiamo), i due aspetti risultano assolutamente compatibili, perché soddisfano le due principali necessità progettuali, di comfort ed estetica. Ecco perché.

Per alcune tipologie di attività e strutture organizzative, come le startup ad’esempio, l’idea di un open space è irrinunciabile: a parte l’effetto scenografico, questa soluzione è perfetta e funzionale per agevolare la comunicazione  e la condivisione delle idee o delle informazioni.

Si tratta di strutture in cui l’idea si coglie al volo e il lampo di genio va subito divulgato, per stimolare la creatività e innescare un meccanismo a catena di inventiva proropente. Un unico ambiente vasto e senza pareti pone però un importante problema all’attenzione dell’architetto incaricato di arredarlo: l’insonorizzazione dello spazio a disposizione. Il problema principale a cui far fronte è:

  • evitare in primo luogo che il suono si propaghi su lunghe distanze per poi rimbalzare come una pallina sulle poche pareti a disposizione e tornare indietro
  • arginare lo stress dei dipendenti disturbati in modo costante dal perenne tappeto sonoro presente in ogni loro attività quotidiana.

Le soluzioni più efficienti per l’insonorizzazione dello spazio in ufficio

In fase di progettazione d’arredo, l’architetto opterà certamente per:

  1. tende e tappeti da contestualizzare nell’ambiente: le pareti lisce e dure rifrangono le onde sonore in maniera molto più accentuata rispetto ad una superficie ruvida e porosa, come quella delle tende e dei tappeti, che con il loro spessore assorbono  e attutiscono il rumore.
  2. molti architetti valutano anche la soluzione del rivestimento delle pareti. Con del legno ad esempio, tipo pavimentazione in parquet applicabile anche al soffitto, oppure con stoffe o pannelli fonoassorbenti.
  3. La tecnica più risolutiva resta sempre l’adozione delle pareti mobili per ufficio. Anche se collocate in un open space, le pareti assolvono in maniera egregia alla loro funzione, perchè “spezzano” l’onda sonora, riducendone la portata del riverbero  e impedendo quindi che si rifrangano con tutta la loro intensità sulla parete della stanza. Il risultato è un soddisfacente assorbimento acustico e la diminuzione sensibile del rumore in ufficio.

E il materiale?

Se la parete mobile per ufficio è di norma accettata di buon grado come soluzione per l’insonorizzazione dello spazio, il dilemma legato al passo successivo riguarda la scelta del materiale da utilizzare. Il vetro rappresenta a questo proposito il rimedio più gettonato. Anche se l’effetto acquario mal si concilia con le esigenze di privacy di manager e dipendenti, è pur vero che sempre più dirigenti scelgono di lavorare “mettendosi in vetrina” e optando per prestigiosi uffici a vista, circondati da pareti in vetro, trasparenti e dalla grande luminosità.

Conciliare le esigenze di privacy e di fisiologico isolamento (per una trattativa o una riunione) con la moderna filosofia di comunicazione continua e stretta cooperazione tra i reparti aziendali, è un’ardua impresa per l’architetto. Un valido compromesso risolutivo  è la superficie serigrafata che,  grazie a righe e decori dal design raffinato, garantisce maggior riservatezza, pur mantenedo elevate le performance di luminosità e trasparenza ed anzi innalzando il livello di insonorizzazione dello spazio lavorativo.

Il più grande vantaggio per le aziende che optano per le pareti mobili per ufficio come soluzione d’arredo, riguarda la loro estrema flessibilità. Le aziende di oggi devono confrontarsi di continuo con i cambiamenti imposti dal mercato: si tratta di dinamiche inevitabili con cui fare i conti, pertanto risulta certamente più produttivo arredare un open space o implementare un nuovo ufficio spostando le pareti, che non cambiare locali e affrontare un trasloco, con tutte le ripercussioni (organizzative e logistiche) che impone (e che anche a livello di visibilità e impatto sul pubblico bisognerebbe soppesare).

Optando per le pareti di tipo modulare in particolare è possibile prevedere anche il passaggio di cavi elettrici e di rete o telefonica nell’intercapedine interna.

Pareti mobili per ufficio: soluzioni alternative

Le alternative alle pareti mobili per ufficio più diffuse sul mercato, sono le pareti attrezzate (dette anche accessoriate) e i divisori. Mentre le pareti mobili si sviluppano fino al soffitto, i divisori e le pareti attrezzate prevedono una parziale copertura dell’altezza e svolgono una duplice funzione sia di libreria che di scaffali da archiviazione. L’effetto insonorizzante è comunque rimarcabile, seppur minore rispetto al pannello o parete mobile.

I materiali disponibili sul mercato e più utilizzati sono il vetro e il legno. Se per quanto riguarda il primo abbiamo già esaltato le sue caratteristiche di luminosità, trasparenza e permeabilità, per quanto riguarda i pannelli in legno si prestano alla realizzazione di appendiabiti, scaffalature  e librerie. Originali e molto raffinate le pareti in vetro rifinite e profilate in legno.

Sono tante le soluzioni di stile per l’arredamento dell’ufficio, nel pieno rispetto della funzionalità e del comfort a sostegno della produttività. Quin in basso trovi una pratica checklist con consigli utili e pratici per arredare l’ufficio con stile. Clicca sul pulsante per scaricarla subito in modo gratuito!